F1 GP Bahrain 2018: la gara dei primi dieci

L'analisi del GP per la top ten di 10 aprile 2018, 21:35
F1 | GP Bahrain 2018: la gara dei primi dieci

Gara caratterizzata dal doppio ritiro delle due Red Bull nel corso dei primi giri, dallo sciagurato pit-stop di Raikkonen a circa venti tornate dalla conclusione e, in generale, da molte strategie diverse scelte dai piloti e dai team che hanno rimescolato le posizioni più volte durante tutto il Gran Premio.

1. Sebastian Vettel. Buono scatto dalla pole position per il pilota tedesco che non ha problemi a mantenere la testa della gara. Nel corso dei primi passaggi non è in grado di staccare definitivamente Valtteri Bottas che rimane sempre con un distacco minore di quattro secondi. Poco prima del pit-stop subisce una piccola rimonta da parte del finlandese della Mercedes e al 18° giro rientra ai box per montare coperture Soft. Tornato in pista al 4° posto, sale subito al 2° dopo la sosta di Kimi Raikkonen e di Bottas. Dopo un inseguimento durato sei tornate, riesce a raggiungere Lewis Hamilton in testa alla corsa e a sopravanzarlo senza troppi problemi, nonostante il palese tentativo della Mercedes di sfruttare il pilota inglese per favorire la rimonta del compagno di scuderia. Nonostante la strategia di partenza prevedesse due soste, la Ferrari sceglie di rischiare di arrivare fino alla fine con le coperture Soft montate al primo pit-stop, unico modo in cui il tedesco poteva avere una chance di vittoria. Negli ultimi passaggi, il vantaggio su Bottas si assottiglia fino all’attacco portato dal finlandese alla fine del rettilineo nel corso dell’ultimo giro. Tuttavia, l’ottima gestione delle gomme porta l’alfiere della Ferrari a centrare la seconda vittoria consecutiva. Era dal 2010 che la scuderia di Maranello non vinceva due gare consecutive mentre erano 14 anni che la Ferrari non si aggiudicava le prime due gare della stagione.

2. Valtteri Bottas. Ottimo spunto per il pilota finlandese che riesce subito a sopravanzare Kimi Raikkonen e si mette all’inseguimento di Sebastian Vettel. Nella prima parte di gara non perde troppo terreno dal tedesco e, anzi, poco prima della sosta è anche in grado di avvicinarsi. Però, sceglie di rientrare ai box tre giri dopo il pilota della Ferrari e si ritrova in 3a posizione, ma molto più distante dal tedesco rispetto a prima del pit-stop. Grazie agli pneumatici di mescola Media, punta ad arrivare a fine corsa più tranquillamente rispetto a Vettel e dal 43° passaggio in poi, annulla tutto il vantaggio che il tedesco della Ferrari aveva accumulato. A dispetto delle coperture meno usurate e del DRS, non è in grado di portare un vero attacco, fatta eccezione per il timido tentativo in fondo al rettilineo. Alla fine, è costretto ad accontentarsi del secondo gradino del podio, che è in ogni caso il suo miglior risultato su questa pista, e del giro più veloce della corsa.

3. Lewis Hamilton. Partenza molto accorta del pilota inglese che non si prende molti rischi e viene anche sopravanzato da Fernando Alonso. Nei giri successivi però, mette in atto una rimonta molto rapida in cui probabilmente compie uno dei sorpassi più spettacolari degli ultimi anni. Dopo essersi ripreso la posizione su Alonso, sopravanza con un’unica manovra Esteban Ocon e Nico Hulkenberg in lotta tra loro, il tutto coronato dalle scintille generate dai fondi delle vetture. I successivi sorpassi ai danni di Kevin Magnussen e Pierre Gasly lo portano in 4a posizione alle spalle di Kimi Raikkonen. Essendo partito con le coperture Soft, l’inglese è l’ultimo dei piloti di testa a fermarsi per sostituire gli pneumatici. Tornato in pista al 4° posto tenta di rimontare su coloro che lo precedevano, ma guadagna solo una posizione dopo il ritiro di Raikkonen e, vista la scelta di Sebastian Vettel di non effettuare il secondo pit-stop, rimane in 3a piazza fino a fine gara.

4. Pierre Gasly. Prima parte di gara impeccabile per il pilota francese della Toro Rosso che guadagnata la 4a posizione dopo il ritiro di Daniel Ricciardo, subisce solo il sorpasso da parte di Lewis Hamilton. Rientrato ai box al 15° passaggio, si ritrova all’8° posto ma risale abbastanza velocemente fino alla 5a piazza. Anche nel secondo stint mantiene un ottimo vantaggio sui piloti alle sue spalle. Fermatosi per la terza sosta alla 34a tornata, rientra in pista in 7a posizione per poi risalire facilmente fino alla 4° grazie anche al ritiro di Kimi Raikkonen. Come era successo per tutta la corsa, non deve preoccuparsi di difendersi dagli altri piloti e va a cogliere il miglior risultato della Honda, da quando è tornata in Formula 1 come motorista, e fa segnare il miglior piazzamento della Toro Rosso dal Gran Premio degli Stati Uniti del 2015. Inoltre, è la miglior posizione finale per un pilota francese dal podio nel Gran Premio del Belgio di tre anni fa, ad opera di Romain Grosjean.

5. Kevin Magnussen. Come due settimane fa, il pilota danese della Haas lotta molto bene con i piloti intorno a lui a inizio gara e, prima della sosta, difende egregiamente il suo 6° posto. Ricaduto addirittura in 15a posizione, risale posti soprattutto grazie ai pit-stop degli avversari davanti a lui. Riguadagnata la 6a piazza la lascia quasi subito quanto entra in pit-lane per la seconda sosta. Caduto fuori dalla zona punti, come prima beneficia delle soste dei piloti di fronte a lui e risale fino al 5° posto grazie anche al ritiro di Kimi Raikkonen. Dopo aver lottato per tutta la gara, la sua ultima parte è abbastanza tranquilla e oltre a portare alla Haas i primi punti della stagione, termina per la prima volta in zona punti il Gran Premio del Bahrain.

6. Nico Hulkenberg. A dispetto di un inizio movimentato, il pilota tedesco riesce a mantenere la 7a posizione di partenza. Salito brevemente anche al 5° posto ritarda leggermente la sosta e riesce a non perdere troppe posizioni. Così come Kevin Magnussen, risale abbastanza velocemente, ma a differenza del danese, allunga di più la seconda parte di gara, rientrando solo al 39° giro. Per tutto questo tempo viene pressato da Fernando Alonso che tuttavia non è in grado di avere ragione del tedesco. La scelta di ritardare il pit-stop non paga granché e alla fine si ritrova comunque alle spalle di Magnussen, terminando la corsa in 6a piazza, risultando essere l’ultimo pilota a pieni giri.

7. Fernando Alonso. Partenza e prima parte di gara eccellente per il pilota spagnolo che, partito dalla 13° piazzola, dopo soli due passaggi risale fino all’8° posto. Rientrato ai box soltanto un giro dopo Kevin Magnussen, si ritrova anche lui in 15a piazza e risale agevolmente fino alla posizione che occupava prima della sosta. Da questo momento in poi marca sempre stretto Nico Hulkenberg, anche nel caso del secondo pit-stop, ma prima della fine della corsa guadagna una posizione solo grazie al ritiro di Kimi Raikkonen. In tutto ciò allunga la sua striscia di gare a punti con la McLaren, portandola a cinque.

8. Stoffel Vandoorne. Start disastroso per il pilota belga che durante il primo giro perde ben quattro posizioni, ritrovandosi in 18a piazza. A causa di ciò, durante la prima parte di gara veleggia tra il 13° e il 17° posto. Dalla prima sosta in poi, comincia una clamorosa rimonta, dovuta in gran parte alle soste dei suoi avversari, che, al ritmo di quasi una posizione a giro, lo porta fino alla 9°. Tornato ai box per la seconda volta, si ritrova in 15a piazza, ma è in grado comunque di rimontare fino al sorpasso ai danni di Marcus Ericsson nel corso del 52° giro che gli vale l’8° posto. Con questo risultato la McLaren fa segnare entrambe le vetture a punti per la seconda gara consecutiva, come non avveniva dai Gran Premi di Gran Bretagna e Germania del 2015, ultimo anno in cui le due vetture di Woking erano andate due volte su due a punti nelle prime due corse della stagione con entrambi i piloti.

9. Marcus Ericsson. Prestazione eccellente per il pilota svedese della Sauber che, già nel corso dei primi due giri, è in grado di guadagnare cinque posizioni. Essendo partito con coperture Soft, così come Lewis Hamilton, sceglie di allungare la prima parte di gara e risale fino al 6° posto; tuttavia, la sosta lo fa ricadere in 15a piazza. A dispetto di ciò, beneficia della sua strategia ad una sola sosta e risale velocemente posizioni fino a quella che occupava prima della sosta. Nelle ultime quindici tornate però, il degrado dei penumatici lo penalizza ed è costretto a subire i sorpassi di Nico Hulkenberg, Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne. Nonostante ciò, coglie un importantissimo 9° posto che lo riporta in zona punti in una gara dal Gran Premio d’Italia del 2015. In generale è il miglior risultato per la Sauber dall’8a posizione fatta registrare la passata stagione, da Pascal Wehrlein in Spagna.

10. Esteban Ocon. Dopo una buona partenza, il pilota francese è costretto a cedere il passo ai piloti alle sue spalle e si ritrova in 9a posizione, in cui rimane fino al momento della sosta al 15° passaggio. Rientrato in pit-lane, scende al penultimo posto, davanti al solo Lance Stroll. Nei passaggi successivi però, rimonta abbastanza rapidamente grazie alle soste dei suoi avversari e risale fino all’8a piazza. Tuttavia, le coperture Medie montate alla sosta non gli consentono di mantenerla a lungo, infatti viene sopravanzato da Kevin Magnussen prima e Marcus Ericsson poi. Tornato ai box per la seconda sosta, si ritrova ancora distante dalla zona punti ma, grazie ai pit-stop di Romain Grosjean e Brendon Hartley guadagna l’11° posto che poi diventerà il 10° dopo l’ultimo sorpasso assoluto della gara, effettuato ai danni di Carlos Sainz jr. La 10a piazza finale permette al francese di portare i primi punti della stagione alla Force India che però fa registrare il peggior inizio di stagione dal 2009.

Segue l'infografica Pirelli.

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