Ciao banner, Passione a 300 all'ora cambia strada

P300
Ciao banner, Passione a 300 all'ora cambia strada

di 26 Maggio 2015, 14:00

Come ho ribadito più volte, Passione a 300 all'ora non è altro che una piccola realtà, sviluppata da persone che di mestiere fanno altro e hanno voglia di condividere la propria passione per il motorsport.

"Condividere" è la parola chiave di questo articolo. I social network e i grandi colossi hanno rivoluzionato il modo di fare pubblicità sul web, e in questi ultimi due anni e mezzo ho potuto constatare con mano il gioco al rialzo praticato dai vari protagonisti sulla scena.

I social network, Facebook e Twitter in primis, sono sempre meno social e sempre più agenzie di pubblicità. Abbiamo investito, come tanti altri, sulla nostra pagina Facebook per aumentare il bacino di utenza (il numero dei like, in primis). Pochi mesi più tardi, la novità. Il bacino d'utenza (quello conquistato a furia di Euro) è passato in secondo piano quando il giochetto di Zuckerberg ha iniziato a chiedere investimenti per far visualizzare, agli utenti totali della pagina, i singoli post. In poche parole: hai una pagina con 50.000 like (pagati)? Se non paghi ancora, il tuo post lo vedono in 500. Forse.

Poi è stato il turno di Twitter. Fiutato il business, anche l'uccellino più famoso del web ha iniziato ad invitare alla promozione dei propri account e dei propri tweet. E anche lì, come per Facebook, o paghi o niente da fare. Insomma, di social è rimasto ben poco nel momento in cui si chiedono soldi per condividere. La condivisione non è tale, se si paga per ottenerla.

Infine Google, la Big G. Abbiamo investito, fino ad ora, nella promozione del nostro sito, mettendo a disposizione degli spazi pubblicitari per poter ricavare qualcosa, e poter sostenere almeno le spese basilari di gestione del network. Il risultato di tutto questo è che, come sempre, è sempre più quello che si spende di quello che si ottiene. Per poi, in ogni caso, non avere ripercussioni positive sul numero delle visite. L'ultimo affronto è di qualche giorno fa. Youtube da poco offre la possibilità di attivare la monetizzazione per i video pubblicati sul proprio canale. Abbiamo provato ad attivarla, consci che non si trattasse di un impedimento al puro ascolto delle nostre dirette. Il risultato, per l'unica puntata sottoposta alla monetizzazione, è stato inquietante. Un calo drastico delle visite. Per la diretta di ieri sera, dopo aver disabilitato la monetizzazione, stranamente, molto stranamente, le visite sono tornate ai nostri consueti numeri, diciamo nella media. E al tempo stesso, anche la puntata di venerdì sera ha iniziato a conteggiare visite in più.

A questo punto, siamo stanchi di essere presi in giro e di sottostare a logiche assurde di mercato, che non fanno per noi. Pertanto, a partire da oggi:

- Non vedrete più banner dei 'grandi' circuiti sulle nostre pagine. Ne guadagneremo in reattività, vista l'assenza di codici esterni. Anche perché basta un semplice plugin su un browser per bypassarli. Chi vorrà investire nel nostro network per farsi pubblicità, potrà contattarci tramite una pagina che stiamo preparando in questi giorni.

- Non investiremo più sui social per promuovere i nostri articoli e i nostri post, che verranno unicamente condivisi come sempre. Ovviamente il nostro invito è quello di condividerli il più possibile. Gli utenti registrati al sito, inoltre, dispongono della newsletter per essere aggiornati tramite email sui nuovi articoli.

- Abbiamo attivato, sul nostro forum e sul nostro sito, un pulsante per poter effettuare una donazione libera al network tramite Paypal. Non è niente di vincolante e non pensiamo certamente di coprire con le donazioni le spese di gestione. E' solo un'opzione in più per supportarci.

So bene che questo cambio di rotta ci penalizzerà probabilmente dal punto di vista dell'indicizzazione. Ma è un dettaglio del quale, a questo punto, poco ci importa. Il gioco al rialzo non mi è mai piaciuto, i ricatti camuffati nemmeno. Confido e confidiamo, come sempre, nelle persone che ci hanno sempre letto fino ad ora e che ci hanno inviato più volte complimenti per il nostro 'lavoro', a volte scambiandoci per veri giornalisti quando nessuno di noi lo è veramente.

Noi continueremo a fare il nostro, come abbiamo sempre fatto, ma ancora più liberi di prima.

Grazie per l'attenzione.


Condividi