Chiudete le valigie: si parte per Melbourne... 2021

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Chiudete le valigie: si parte per Melbourne... 2021

Sono lontanissime le parole di inizio anno di 23 Giugno 2019, 18:44
Alessandro Secchi

Con trenta giri su gomme dure e rovinate dal blistering Lewis Hamilton fa segnare, all'ultimo giro del Gran Premio di Francia, un tempo di 1:32.764. È il più veloce del GP fino all'arrivo di Sebastian Vettel, che ritocca con la Ferrari di 24 millesimi il crono dell'inglese. Con gomme soft montate due giri prima.

Non c'è dato indicativo migliore che possa spiegare come questo campionato del mondo 2019 di Formula 1 non sia, in realtà, mai iniziato. O, se preferite, come sia finito dopo un terzo di stagione, giusto per non avere l'impressione di aver buttato via il tempo fino ad ora.

Un altro dato: dal 2014, anno di inizio dell'era ibrida, Mercedes ha vinto il 75,9% delle gare disputate. Hamilton (57), Bottas (5) e Rosberg (20) hanno conquistato complessivamente 82 dei 108 Gran Premi andati in scena in queste cinque stagioni e un terzo.

2014: 16 su 19
2015: 16 su 19
2016: 19 su 21
2017: 12 su 20
2018: 11 su 21
2019: 8 su 8, per ora.

Si tratta del dominio più schiacciante della storia della Formula 1, figlio di diversi fattori tra cui un regolamento che, con l'intento di appianare i valori tra i team a colpi di standardizzazioni, ha ottenuto l'effetto contrario. Negli ultimi 10 anni i due più grandi cambi, quello del 2009 e quello del 2014, hanno portato Red Bull prima e Mercedes poi a fare piazza pulita di vittorie e campionati. Quest'ultimo ciclo è stato ed è, a tratti, imbarazzante, anche nei confronti di quello Red Bull e di quello Ferrari di inizio millennio. Lo sarà ancora, per tutto quest'anno e, in attesa del 2021, nel prossimo. Mi è impossibile pensare che possa cambiare qualcosa. Ci saranno occasioni in cui gli altri potranno fare qualcosa, come stava per capitare in Bahrain e Canada, come potrebbe capitare magari a Monza se la Ferrari saprà sfruttare al massimo il suo motore. Puntine rosse o blu su una mappa completamente color argento.

Vendere in questo momento il prodotto Formula 1 è un affare poco invidiabile. Stimo chi si impegna al 100% per raccontare un Circus più interessante di quanto in realtà sia. La verità però è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli che non lo vogliono ammettere. La Formula 1 è una categoria che negli ultimi 15 anni si è allontanata dal pubblico passando alle pay tv e vietando i test, che ha concepito regolamenti pro spettacolo intendendolo in modo incomprensibile a colpi di artifici vari e che, come risultato, ha ottenuto tribune vuote o semi vuote (anche al Paul Ricard era così) ed ascolti in calo costante, non solo in Italia.

Se poi si gestiscono i regolamenti in base al piede usato per scendere dal letto (e non aggiungo altro), c'è poco da stare allegri. Inutile che sia io a dire che così non si può andare avanti, la mia parola vale zero. Ma dopo le ultime due settimane e la gara di oggi inizio a credere davvero che, restando così, alla F1 si possa associare una data di scadenza. 

Spero di sbagliarmi clamorosamente.


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