Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO Al via con l’aggressività di un tonno

La prestazione di Raikkonen potrebbe essere una delle più scialbe della sua carriera di 10 aprile 2017, 09:00 Condividi
Al via con l’aggressività di un tonno

“Se Raikkonen è mancato un pochino? Sì, oggi mi sembrava avesse altri impegni. Parlava troppo, quando non parla invece guida". Il presidente Marchionne non ha risparmiato giudizi e critiche al campione del mondo 2007, dopo il quinto posto ottenuto a Shanghai questa mattina. Una “frecciatina” che è diventata, anche grazie ai media e alla loro ricerca di scoop, un vero e proprio “ultimo avvertimento”. Le parole di Marchionne sono sacrosante? O forse sta esagerando? Chissà... molto probabilmente la seconda, ma solo la pista ce lo dirà (fa anche rima quasi)...

Non potendo ancora analizzare tutto il campionato, teniamo buone le prestazioni ad Albert Park e a Shanghai: se la prima si può anche salvare, posso affermare che a freddo questa è stata una delle prestazioni di Kimi peggiori dal suo ritorno in Formula 1.

La dicitura “dal suo ritorno” non è a caso, poiché il 2008 l’ha visto commettere, da campione del mondo e contendente numero uno al titolo, una serie di errori davvero tremendi: Melbourne, Monaco, Singapore, solo per citarne alcuni.

Perché però la gara di oggi può essere vista come una delle sue corse più tristi, visto che di anni ben più difficili ne ha avuti, come il 2014? Semplice: il risultato ottenuto oggi con questa SF70-H, la quale è senza ombra di dubbio la vettura più efficace che ha sotto il sedere da tanto, tanto tempo, è negativo se messo in rapporto al mezzo a sua disposizione.

Non lasciamoci ingannare dal quinto posto comunque ottimo per la classifica, perché c’è da contare l’enorme divario tra Ferrari, Mercedes e Red Bull (che forse è tornata in partita) e tutte le altre case. Fare peggio di un sesto posto col suo mezzo, al netto di casi come rotture o incidenti, sarebbe da mettersi le mani nei capelli.

Tutto questo lo sto dicendo da suo fan, che lo ha difeso anche strenuamente dopo un 2015 colmo di sfighe, ma direi che il tempo di addolcire la pillola è finito. Se pensate che la gara in Cina di Kimi ha cominciato a incrinarsi dal “tappo” fatto a Vettel, vi sbagliate di grosso e v’invito a riguardare la partenza; il suo via è stato infelice anche per la partenza a rallentatore di Vettel, ma mentre Seb tirando fuori gli artigli ha conservato la seconda posizione su Bottas, lui si è piegato come un grissino alla manovra di Daniel Ricciardo, nonostante il favore di traiettoria e la possibilità di rendergli la vita molto più difficile.

Le vostre obiezioni di certo non mancheranno, com’è giusto che sia: la presenza di Bottas davanti a lui allo stringere di curva 1, la maggior capacità di Ricciardo nei sorpassi rispetto a Valtteri su Sebastian, eccetera eccetera... Ma ciò che chiedevo non era una manovra al limite della penalità a costo di mantenere la posizione, ma almeno una difesa! Un tentativo di difesa! No, niente...

Come abbiamo poi visto, è stato solo il primo atto di una prestazione dal sapore di torta insipida: il mancato controsorpasso su Daniel (e involontaria ostruzione a Vettel), l’ennesimo sorpasso subito dal mini-fenomeno Verstappen, le difficoltà persino a superare la Toro Rosso di Sainz... tutto ciò ha provocato a me, suo fan, dolore fisico e rabbia. E non sto scherzando. Unico punto positivo della sua gara? L’essersi difeso da Bottas nell’ultimo giro. Fine.

I problemi lamentati dal finlandese sull’erogazione della potenza del motore Ferrari non sono ancora stati confermati nell’entità, ma secondo quanto detto da Alberto Antonini non avrebbero dovuto condizionare eccessivamente il suo risultato. Certo, in macchina ci va il finlandese, ma non credo che i tecnici del Cavallino Rampante siano diventati degli inetti; riguardo invece alla strategia, doveva essere di resistenza ed è passata poi all’aggressivo, cosa che però Kimi oggi era incapace di fare.

Il caso di Raikkonen non è paragonabile a quello di un debuttante come Giovinazzi, vittima due volte di un errore da appunto esordiente, perché Raikkonen ha già vissuto tempi duri, incolori, con prestazioni grigie. Prima vi ho fatto l’esempio del 2008, in cui dalla Francia in poi è praticamente scomparso se non nelle ultime tre gare del campionato per supportare Massa, ma anche il 2015 ha parecchie performance dimenticabili, come la partenza da Topo Gigio a Monza o l’incidente partito da lui con Alonso in Austria. Tutto questo per dirvi che non si può dare a Kimi l’attenuante del “c’è bisogno di tempo”, perché lui di tempo in Formula 1 non ne può chiedere più tanto. Coloro che sbavano per il suo sedile ci sono, e Giovinazzi è proprio il primo della lista.

Sulle dichiarazioni di Marchionne non ho molto da dire. Sono esagerate, al limite della spacconata, ma sappiamo benissimo che non sono le prime. Ma vi dirò una cosa che suonerà quasi come eresia: indipendentemente se le dica lui o una persona qualunque queste cose, stavolta mi trovo d’accordo, perché oggi Kimi è mancato. E non mi pento di trovarmi d’accordo col buon Sergio.