ALTRI MOTORI 12 Ore di Sebring: nuovo successo per Extreme Speed Motorsports

12 Ore di Sebring: nuovo successo per Extreme Speed Motorsports
di 20 marzo 2016, 14:00

Non si può certo dire che l'edizione 2016 della 12 Ore di Sebring non abbia regalato sorprese e colpi di scena. Il team Extreme Speed ha replicato il successo ottenuto a Daytona grazie ad un finale da urlo, nel quale Pipo Derani si è liberato di tre avversari dopo la ripartenza da una caution.

La prima metà di gara si è risolta sostanzialmente nel nulla, a causa di un acquazzone che ha travolto l'intera zona della Florida, inizialmente in modo lieve e poi molto più violento fino allo scoccare della terza ora, quando dopo quattro regimi di caution dovuti ad incidenti vari la corsa è stata fermata con bandiera rossa.

Dopo circa due ore e mezzo di stop, la gara è ripresa con la pista che andava asciugandosi peraltro non troppo velocemente, cosa che ha messo in difficoltà in particolar modo i piloti della classe PC, decisamente meno esperti rispetto a quelli delle altre categorie. A conferma di ciò, va detto che la maggior parte delle neutralizzazioni è stata causata dalla categoria minore tra i prototipi.

L'eccessiva insistenza di Extreme Speed sulle gomme wet ha permesso ai due equipaggi del team Action Express di prendere il largo, nonostante un testacoda ad opera di Eric Curran sulla #31. La rimonta del team vincitore della Rolex 24 è stata tuttavia inesorabile, giungendo alla sua conclusione grazie ad una caution nel corso dell'ultima ora, causata da un incidente che ha coinvolto la Deltawing e la Riley-BMW #50 del team Highway to Help. Negli ultimi 20 minuti, Derani ha superato in sequenza Lapierre, Cameron ed Albuquerque conquistando quindi un altro successo importante dopo Daytona.

Gara difficile per il team Shank, che dopo la pole position non ha ribadito in gara quanto di buono mostrato in prova. Proprio il poleman, Olivier Pla, era riuscito a recuperare gran parte del distacco attorno alla decima ora, ma il successivo ritorno della pioggia ha impedito alla Ligier-Honda #60 di andare oltre il settimo posto. In condizioni "miste" di pista, si segnala anche l'ottima prova del canadese di origine libanese Daniel Morad, in forza al team Alegra Motorsports, rimasto poi attardato e solo 42esimo al traguardo.

Nella classe PC, ancora una volta decimata dagli incidenti, è stato il team CORE campione in carica a prevalere in volata sul team PR1. Ennesima solida prova di Colin Braun, per un distacco che poteva essere più rotondo non fosse stato per le tante neutralizzazioni in corsa. Podio anche per il team Starworks, con la vettura #8.

Anche la GTLM ha proposto una conferma, quella della Corvette #4 che dopo il fotofinish di Daytona ha preceduto di poco meno di tre secondi la BMW #25 partita dalla pole position. La gara sembrava comunque essere destinata a risolversi in un duello tra la Corvette #3 e la Porsche #911 che a lungo aveva dominato dopo la bandiera rossa: attorno all'ottava ora di corsa, Jan Magnussen (Corvette) è stato centrato da Kévin Estre (Porsche) mentre doppiava un'Audi di classe GTD, quando il francese cercando un varco all'interno di entrambe le macchine è finito sull'umido colpendo l'incolpevole danese. Sul terzo gradino del podio è salita così la Porsche #912, davanti alla Ferrari #62 e alla Ford #67, quest'ultima finalmente senza particolari problemi di affidabilità dopo il disastro di un mese e mezzo fa.

Battaglia serrata in classe GTD, con la Ferrari della Scuderia Corsa vincitrice davanti alla BMW #96 del team Turner e all'Audi #6 del Magnus Racing. Anche qui, come a Daytona, un finale incertissimo con l'altra M6 del team Turner, la #97, che aveva praticamente raggiunto la 488 al comando quando ha dovuto effettuare un ultimo splash ai box per poter concludere la gara.

Andate in archivio le due "preview" in vista del Mondiale Endurance, l'appuntamento è per la settimana prossima con i test collettivi di Le Castellet, mentre la prima stagionale sarà il 17 aprile a Silverstone.

Immagine copertina: twitter.com/PatronESM

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